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Capire la miopia

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La miopia è un difetto della vista piuttosto comune che si verifica quando la forma del bulbo oculare, della cornea o del cristallino causano problemi di messa a fuoco degli oggetti a distanza, i quali appaiono sfocati e offuscati.

La patologia tende a manifestarsi nel corso della pubertà e peggiora progressivamente fino a che l’occhio non si è formato completamente. In alcuni casi, però, la miopia può manifestarsi anche in età giovanissima. Si sostiene che circa 1 cittadino del Regno Unito su 3 sia affetto da miopia.

Sintomi

Tra i sintomi della miopia a cui bisogna prestare attenzione, possiamo elencare:

  • Mal di testa
  • Affaticamento dell’occhio
  • Strabismo
  • Sedersi troppo vicino agli oggetti (alla TV o alle lavagne)
  • Strofinamento degli occhi (più del solito)

 

Complicazioni della miopia

Se non trattata, la miopia infantile e quella negli adulti può portare a una serie di condizioni. Esse includono:

  • Strabismo – Gli occhi guardano in direzioni differenti.
  • Occhio pigro (ambliopia) – Uno dei due occhi non si sviluppa correttamente.
  • Glaucoma – Incremento della pressione intraoculare.
  • Cataratta – Perdita di trasparenza del cristallino, che si appanna in alcune aree.
  • Distacco della retina – La retina si stacca dai vasi sanguigni che le forniscono ossigeno e sostanze nutritive.

Nei casi più gravi di miopia, lo sforzo del bulbo oculare può portare a rotture retiniche o distacchi. I vasi sanguigni che possono crescere sotto la retina e causare un peggioramento della vista. Tuttavia, una diagnosi precoce può prevenire queste eventualità.

Quali sono le cause della miopia?

La miopia può essere causata da alterazioni di forma e curvatura del cristallino, della cornea o del bulbo oculare. Queste anomalie non permettono alla luce di introdursi nell’occhio in maniera corretta, e provocano offuscamento della vista. La patologia può anche essere il risultato di fattori ambientali o genetici.

Come funziona l’occhio: le basi

Ci sono quattro componenti indispensabili al buon funzionamento dell’occhio.

La cornea e il cristallino sono posizionati nella parte frontale dell’occhio e hanno il compito di concentrare la luce che arriva dall’esterno, permettendo alla retina di formare le giuste immagini.

La retina è uno strato di tessuto sensibile a luce e colore che si trova sul fondo dell’occhio. La sua funzione è di convertire gli impulsi in segnali elettrici.

Il nervo ottico trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello, il quale li interpreterà e consentirà la comprensione delle informazioni su luci e colori ricevute dall’occhio.

Cornea, cristallino e forma dell’occhio

Quando l’occhio presenta una forma corretta, la luce che passa attraverso la cornea e si concentra sul cristallino, che la proietta direttamente sulla retina.

Chi è affetto da miopia, invece, tende a presentare una forma dell’occhio allungata che altera l’accesso della luce, la quale si concentra davanti alla retina e non su di essa.

Occasionalmente, la miopia è causata da alterazioni della curvatura della retina o della cornea: entrambi questi fattori, infatti, possono modificare la posizione in cui la luce si concentra all’interno dell’occhio.

Altre cause

Tra le cause della miopia, ci sono anche:

  • Fattori genetici – I bambini nati da genitori (uno o entrambi) affetti da miopia hanno più possibilità di sviluppare questo errore refrattivo. I ricercatori hanno identificato oltre 40 geni responsabili della miopia: questi geni possono alterare la struttura dell’occhio e il modo in cui questo comunica al cervello.
  • Poco tempo trascorso all’aria aperta – Alcune ricerche dimostrano che i bambini che trascorrono molto tempo all’aria aperta sono meno predisposti alla miopia, o comunque questa si sviluppa più lentamente. Questo fenomeno può essere causato da una maggiore presenza di luce negli ambienti esterni.
  • Svolgere molte attività a distanza ravvicinata – Passare molto tempo a concentrarsi su oggetti che si trovano a breve distanza, come libri o smartphone, può aumentare il rischio di sviluppare la miopia.

Come diagnosticare la miopia?

La miopia viene diagnosticata attraverso i test oculistici standard. I controlli di routine sono particolarmente importanti, soprattutto per i bambini che, per loro natura, spesso non riescono a comprendere i sintomi da cui sono affetti. Una diagnosi precoce permette una correzione tempestiva della vista prima che si aggravi troppo.

Test per bambini

I neonati vengono sottoposti al primo test oculistico al momento della nascita o entro le prime 72 ore. Un secondo test viene poi effettuato entro le prime 6-8 settimane di vita per verificare la possibile presenza di problemi non rilevati dal primo esame.

Quando il bambino entra nel primo anno o supera il secondo, il loro sviluppo potrebbe causare dubbi sulla qualità della sua vista. I genitori preoccupati possono prenotare una visita oculistica qualora dovessero insorgere preoccupazioni.

I bambini dovrebbero effettuare controlli oculistici regolari almeno una volta all’anno presso un ottico: la visita è gratuita per tutti i bambini sotto i 16 anni e sotto i 19 per i ragazzi che studiano.

Esistono tre tipologie di specialisti dell’occhio a cui il bambino può essere rimandato per ulteriori test:

Optometrista – Specializzato in test, diagnosi e trattamento delle condizioni legate ai deficit della vista. Di solito lavorano negli ospedali, nelle cliniche private o presso gli ottici, e possono effettuare la prescrizione di occhiali o lenti a contatto.

Oftalmologo – Specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie dell’occhio. Lavora, in genere, in ospedale.

Ortottista – Specialista nelle condizioni che alterano le capacità motorie dell’occhio e lo sviluppo della visione. Lavorano nelle cliniche e negli ospedali.

Test oculistici

Salvo segnalazione del medico specializzato, gli adulti dovrebbero sottoporsi a test oculistici almeno una volta ogni due anni. Gli esami di routine prevedono un controllo della vista e della salute degli occhi e non richiedono più di 20-30 minuti.

L’optometrista farà domande sulla storia clinica e potenziali sintomi del paziente, e da quanto tempo questi si manifestano. Potrebbero inoltre essere fatte domande sullo stile di vita, la salute ed eventuali prescrizioni farmacologiche in corso.

Dopo l’anamnesi, l’optometrista effettuerà un controllo della salute dell’occhio che prevede l’uso di un oftalmoscopio, ovvero uno strumento che proietta luce all’interno della pupilla per osservarne la reattività e verificare le condizioni del fondo. Verrà anche verificata la capacità di coordinazione degli occhi, per capire se funzionano in sincronia.

Storica clinica ed età possono modificare la procedura di test del medico, che valuterà caso per caso se effettuare esami anche per altre condizioni correlate. Tra queste, il glaucoma, una patologia che si verifica quando la pressione intraoculare danneggia il nervo ottico, o la retinopatia diabetica, quando la vista è ostruita dalla presenza di vasi sanguigni anomali, i quali si sono formati nell’occhio a causa della pressione o degli alti livelli di glicemia nel sangue.

Dopo gli esami per verificare la salute dell’occhio hanno inizi quelli per verificare la qualità della vista da lontano, a media distanza e da vicino. Verrà inoltre misurata la tua acuità visiva tramite una tabella di Snellen, su cui le lettere sono scritte progressivamente più piccole. Se indossi già lenti correttive, alcuni esami verranno effettuati con esse per testarne la validità.

L’optometrista potrà inoltre decidere di condurre ulteriori esami nel caso in cui dovesse identificare dei problemi di vista che richiedono la prescrizione di lenti correttive.

Come si cura la miopia?

La miopia viene generalmente corretta tramite l’uso di lenti a contatto o occhiali. Negli ultimi tempi, la chirurgia laser sta riscuotendo molto successo (procedura non prevista dal sistema sanitario gratuito). Nel caso in cui però essa non sia praticabile, è disponibile un intervento di impianto di lenti intraoculari artificiali. Si tratta però di una metodologia relativamente nuova.

Prevenzione

Non esistono procedure conosciute per prevenire la miopia, la quale tenderà a peggiorare nel tempo. Più il bambino affetto da questa patologia è giovane quando inizia a manifestare i sintomi, più velocemente la vista peggiorerà. Questo processo si arresta da solo, di solito, intorno ai 20 anni.

Non esistono cure per bloccare il peggioramento della vista dovuto alla miopia, ma esistono alcuni metodi che possono rallentarla:

  • Atropina in collirio – Alcune ricerche hanno dimostrato che l’atropina in collirio può rallentare l’aggravarsi della miopia. Tuttavia, si tratta di un prodotto molto potente che può avere effetti collaterali (problemi di lettura e fotofobia). I colliri a bassa concentrazione di atropina non sono invece disponibili sul mercato UK.
  • Lenti a contatto bifocali – Aiutano a ridurre il peggioramento della miopia.
  • Ortocheratologia – Tecnica di correzione che prevede l’uso di lenti a contatto rigide durante le ore notturne. Esse riducono temporaneamente la curvatura della cornea, così da migliorare la vista per tutta la durata del giorno senza bisogno di indossare lenti correttive. Questa pratica non è però risolutiva: la cornea tornerà alla sua posizione originale dopo poco tempo.

Lenti correttive

L’uso di lenti correttive realizzate secondo la propria personale prescrizione aiuta a concentrare la luce direttamente sulla retina, correggendo l’errore refrattivo causato dalla miopia. Queste lenti fanno sì che gli oggetti a distanza risultino a fuoco e nitidi.

Con l’avanzare del tempo, la vista può subire cambiamenti e così la prescrizione delle lenti dev’essere aggiornata. Come risultato di queste alterazioni, potrebbe rivelarsi necessario l’alternarsi di due paia di occhiali – uno per vedere da lontano e uno da vicino – oppure l’uso di lenti bifocali o progressive che si adattano alla specifica esigenza visiva del momento, senza dover essere sostituiti.

Le lenti a contatto sono leggerissime e molto discrete, e spesso sono considerate un’alternativa più gradita agli occhiali. Tuttavia, queste lenti richiedono più manutenzione. Le lenti a contatto usa e getta vengono utilizzate per un giorno e poi gettate via, mentre quelle riutilizzabili devono essere igienizzate prima di essere nuovamente ricollocate. Le lenti a contatto non devono essere indossate durante il sonno notturno poiché potrebbero causare infezioni o rimanere incastrate. L’igiene delle lenti a contatto è un aspetto fondamentale per evitare le infezioni.

Chirurgia refrattiva laser

La chirurgia laser viene spesso utilizzata per correggere gli errori refrattivi. Il laser può essere utilizzato per curare la miopia rimuovendo parti della cornea, in maniera da renderla più piatta. In questo modo la luce riesce a passare correttamente e a riflettersi sulla retina, e non più davanti ad essa.

Ci sono tre tipologie principali di chirurgia refrattiva laser:

  • Cheratectomia fotorefrattiva (PRK): Si usa un laser ad eccimeri (governato dal computer) per spostare una parte dell’epitelio corneale e ablare (vaporizzare) il tessuto dello stroma, così da modificare la forma della cornea. L’epitelio viene poi ricollocato e lasciato guarire.
  • Cheratectomia subepiteliale assistita dal laser (LASEK): L’alcool causa un rilassamento della superficie corneale, a cui viene praticata un’aletta (un flap) per esporre il tessuto sottostante. Il laser crea poi la nuova forma della cornea, in modo da correggere l’errore refrattivo. Una volta conclusa l’operazione, la superficie corneale viene ricollocata e tenuta insieme dalla suzione naturale.
  • Cheratomileusi laser assistita in situ (LASIK): Viene praticata un’aletta nella superficie (“flap” corneale) che espone il tessuto sottostante. Il laser plasma la nuova forma della cornea. L’epitelio corneale viene richiuso e tenuto insieme dalla suzione naturale. In alcuni casi, i pazienti possono essere sottoposti a una variante d’intervento dove vengono effettuate incisioni e non viene invece creato un “flap”. Il LASIK è la procedura di chirurgia refrattiva più utilizzata nel Regno Unito, ma può essere effettuata solo nel caso in cui la cornea sia abbastanza spessa. Il recupero della vista è rapido, e in genere l’operazione è considerata la meno dolorosa (quasi indolore). Essendo però anche l’operazione più complicata, il LASIK può avere complicazioni più serie delle procedure summenzionate.

Rischi

Ogni procedura chirurgica comporta rischi. Il chirurgo si premurerà di mettere al corrente il paziente di tutte le possibili conseguenze prima della conferma dell’intervento.

Questi sono alcuni dei rischi associati alla chirurgia refrattiva:

  • Qualora le modifiche alla cornea non dovessero essere eseguite correttamente, potrebbe verificarsi un peggioramento della vista.
  • I “flap” corneali potrebbero chiudersi in maniera anomala, provocando problemi della vista che possono essere corretti solo con un altro intervento chirurgico.
  • La cornea può assottigliarsi troppo e ridurre la qualità della vista. Questa condizione è definita ecstasia corneale.
  • Sensazione di secchezza oculare per vari mesi a venire. Questa condizione può essere trattata con colliri specifici.
  • Peggioramento della visione notturna.
  • Alone attorno alle fonti luminose.

La chirurgia laser non è adatta a tutti i pazienti e può essere sconsigliata a:

  • Diabetici – i quali potrebbero soffrire di complicazioni che si aggraverebbero con la chirurgia.
  • Pazienti affetti da malattie che colpiscono il sistema immunitario – per esempio, artrite reumatoide (potrebbe ostacolare la guarigione)
  • Donne in gravidanza o in allattamento – gli ormoni nel corpo possono alterare la qualità della vista, rendendo meno precisa l’operazione chirurgica.
  • Pazienti affetti da altre patologie oculistiche – come glaucoma o cataratte.

Impianto di lenti intraoculari

Le procedure chirurgiche per l’impianto di lenti intraoculari rappresentano una cura alternativa per tutti coloro che hanno difficoltà a indossare occhiali o lenti a contatto. L’operazione risulta particolarmente adatta anche per curare le forme più gravi di miopia.

Una lente artificiale viene impiantata nell’occhio attraverso un’incisione praticata nella cornea. La lente artificiale permette un miglior passaggio della luce, che potrà finalmente riflettersi sulla retina. Esistono due varianti di questa procedura:

  • Impianto di lenti intraoculari fachiche – Una lente artificiale viene impiantata nell’occhio senza andare a sostituire il cristallino naturale. Questo metodo è diffuso soprattutto nei pazienti giovani che non hanno difficoltà a leggere. Gli impianti intraoculari fachici offrono generalmente risultati migliori rispetto a quelli che sostituiscono il cristallino. Le persone che si sottopongono a questo intervento notano un grande miglioramento della loro vista. Circa un quarto dei pazienti arriverà ad avere una vista quasi del tutto normale. Nonostante i benefici, le lenti fachiche presentano più rischi d’insorgenza di complicazioni, come ad esempio la cataratta.
  • Cristallino artificiale – Un cristallino artificiale va a sostituire quello naturale in maniera non dissimile dalla procedura che viene eseguita per la rimozione della cataratta. I cristallini artificiali sono generalmente indicati per pazienti adulti (in età avanzata) i cui occhi hanno già subito un danno, o che soffrono anche di altre patologie dell’occhio (glaucoma o cataratta).

Come tutte le procedure chirurgiche, anche quelle summenzionate possono manifestare complicazioni. Tra i problemi associati all’installazione di lenti intraoculari spicca l’opacizzazione della capsula posteriore. Una sezione dell’impianto intraoculare diviene opaca e ispessita: questa condizione si manifesta in genere a distanza di pochi mesi o anni dall’operazione. Può essere risolta con un intervento di chirurgia laser.

Esistono inoltre altri problemi che possono essere correlati alla presenza di un impianto intraoculare:

  • Cataratta
  • Glaucoma
  • Distacco della retina
  • Peggioramento della visione notturna
  • Alone attorno alle luci, di notte

In genere, le lenti intraoculari per la correzione della miopia non sono coperte dal servizio sanitario. L’intervento, eseguito privatamente, può arrivare a costare fino a 5-6 mila euro.