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Capire la diplopia

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La descrizione qui di seguito esposta del disturbo in esame ha il solo scopo di fornire un quadro meramente informativo per il lettore e non è sufficiente né in alcun modo idoneo a sostituire un’adeguata consultazione medica specialistica. Si consiglia al lettore, quindi, di consultare sempre il proprio medico curante e di sottoporsi a una completa visita medica specialistica, sia per la diagnosi del disturbo, sia per ricevere le più idonee e rilevanti indicazioni terapeutiche a trattare e curare la singola casistica.

Che cos'è la diplopia

La visione doppia (conosciuta anche come diplopia) è un difetto visivo che si manifesta quando l’immagine di uno stesso oggetto si sdoppia, comparendo in sovrapposizione o affiancamento. Gli occhi, posizionati a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro, percepiscono le immagini in maniera leggermente diversa.

Di regola il cervello acquisisce queste immagini e le fonde insieme (fusione) per dare forma a un risultato più nitido. Quando si soffre di diplopia, però, il processo di fusione è compromesso.

Esistono vari tipi di diplopia: monoculare, binoculare e temporanea. La diplopia temporanea è causata da fattori esterni, come ad esempio un trauma alla testa o lo stato di ubriachezza. Questa condizione svanisce col tempo o nel momento in cui viene somministrato un trattamento per la patologia che l’ha scatenata.

La diplopia monoculare si verifica quando uno solo degli occhi è soggetto a vista doppia: nel momento in cui l’occhio affetto dovesse essere coperto, il secondo riuscirà a vedere correttamente le immagini.

La diplopia binoculare si manifesta invece quando entrambi gli occhi sviluppano problemi di coordinazione: se una delle orbite viene coperta, la visione dovrebbe infatti tornare alla normalità.

Sintomi della diplopia

La diplopia manifesta sintomi piuttosto chiari. Sebbene possa essere confusa con altre patologie dell’occhio, la vista doppia si palesa con lo sdoppiamento dell’immagine di un singolo oggetto. Se la tua vista è offuscata o si sono verificate interferenze, come luci o forme fluttuanti (miodesopsie), probabilmente non soffri di diplopia ma di un’altra patologia oculistica.

Spesso, diagnosticare una diplopia ai bambini è molto difficile, poiché per loro natura i piccoli non riescono a spiegare con esattezza quale sia il problema di cui soffrono. Tuttavia, nel momento in cui doveste vedere vostro figlio che strizza gli occhi, se ne copre uno o sposta in avanti la testa per cercare di vedere qualcosa, potreste avere davanti i sintomi di un problema. Quando trascurati, i problemi della vista nei bambini possono peggiorare e trasformarsi in ambliopia (occhio pigro), una condizione che si verifica quando il cervello tenta di compensare il mancato funzionamento degli occhi.

Ecco perché è così importante che bambini e adulti si sottopongano a test oculistici di routine.

Cause della diplopia

La diplopia può avere diverse cause, tra cui:

Astigmatismo, ovvero quando la cornea ha una curvatura irregolare e provoca miopia o ipermetropia.

Anomalie del cristallino o della cornea, come la cataratta.

Patologie che colpiscono la retina (es: degenerazione maculare, ovvero quando le cellule della macula, la parte dell’occhio che rende possibile la visione centrale, vengono danneggiate da depositi in eccesso o vasi sanguigni anomali.

Sindrome dell’occhio secco, ovvero quando gli occhi non producono abbastanza film lacrimale da lubrificare il bulbo, il quale diviene rosso e irritato, portando così a offuscamento della vista.

Diplopia binoculare

La diplopia binoculare emerge quando entrambi gli occhi non funzionano correttamente e può essere causata dallo strabismo, ovvero quando gli occhi puntano in direzioni diverse l’uno rispetto all’altro. Lo strabismo si verifica quando i muscoli extraoculari che controllano il movimento degli occhi sono troppo deboli, troppo forti, oppure non lavorano in maniera coordinata.

Le terapie per curare lo strabismo possono aiutare a contrastare anche la diplopia, ma al tempo stesso potrebbero anche aggravarla nei pazienti dove il cervello tenta di compensare le carenze degli occhi. Spesso, l’insorgenza della diplopia in età adulta è dovuta a un ricorrente strabismo durante l’infanzia.

Diplopia in età adulta

Nel caso in cui la diplopia sia persistente e non si siano mai verificati precedenti di strabismo, la patologia potrebbe essere causata da altri fattori. Essi includono:

  • Ferite alla testa, dovute a danni ai nervi, ai muscoli dell’occhio o problemi alla cavità oculare.
  • Diabete. Un alto livello di glicemia nel sangue può causare danni ai vasi sanguigni e interferire con la fornitura di sangue all’occhio.
  • Pressione sul nervo ottico. Un’eccessiva pressione sul nervo ottico può essere causata da un tumore, aneurisma o ascesso che interferiscono con la comunicazione del nervo ottico verso il cervello.
  • Sclerosi multipla. La sclerosi multipla danneggia la capacità dell’occhio di comunicare e porta problemi alla vista, come ad esempio la diplopia.

Come funziona l’occhio – Muscoli extraoculari

Il movimento degli occhi è controllato da un fascio di muscoli definiti muscoli extraoculari. Questi sei muscoli spostano l’occhio in diverse direzioni, permettendogli di concentrarsi su oggetti specifici.

La fovea è una piccola porzione dell’occhio che consente di mettere a fuoco i dettagli in modo chiaro e accurato. Parallelamente, i muscoli extraoculari svolgono una funzione cruciale per un movimento oculare rapido ed efficiente al tempo stesso, permettendo così alla fovea di operare per la massima acutezza visiva.

Quando si soffre di strabismo o diplopia, questi muscoli involontari che lavorano in coordinazione perfetta non funzionano correttamente. Può accadere dunque che uno degli occhi si muova e metta a fuoco gli oggetti in maniera perfetta, mentre l’altro lavori in maniera indipendente. Questo difetto può essere causato da problemi congeniti ai nervi che ricevono e trasmettono messaggi il cervello o, come menzionato sopra, da una varietà di malattie.

Come si valuta la diplopia?

Diversi specialisti in medicina sono in grado di identificare una diplopia. Il medico di base potrebbe consigliarvi una visita dall’oftalmologo, il quale lavorerà in collaborazione con un optometrista e un ortottista, i quali – rispettivamente – si occupano di svolgere esami e di verificare i corretti movimenti dell’occhio.

Determinare con certezza se la diplopia si manifesta su un solo occhio o su entrambi è uno degli step iniziali della procedura diagnostica. Il medico inizierà effettuando i test oculistici di base – utilizzando una tabella di lettere progressivamente più piccole per determinare la tua acuità visiva (la qualità della vista). Effettuerà anche test per verificare il movimento degli occhi, coprendone uno e chiedendovi di focalizzare l’attenzione su oggetti (come una penna), che verranno spostati da un lato all’altro del campo visivo. Questo consente al medico di capire se i vostri occhi lavorano in coordinazione e quanto sono reattivi agli stimoli.

Gli occhi verranno sottoposti inoltre al test della lampada a fessura: una luce intensa verrà proiettata all’interno dell’occhio, per consentire allo specialista un’analisi del fondo con uno speciale microscopio. L’esame potrebbe inoltre richiedere l’uso di un collirio con pigmento giallo. Quando la luce s’infrange sul liquido di contrasto, mette in evidenza eventuali danni alla cornea, rendendoli più facili da individuare. Il pigmento non provoca danni né fastidi, ma causerà una dilatazione della pupilla che renderà la vista annebbiata per alcune ore, lasciando alcune macchie nel campo visivo.

Di solito, questi test sono sufficienti a determinare le cause della diplopia, specialmente nel caso in cui si abbia già sofferto in passato di questo tipo di problematica. Nel caso in cui però siano necessari ulteriori test, il medico vi richiederà una scansione di risonanza magnetica (RM) o una tomografia computerizzata (CT). In questo modo sarà possibile avere immagini più dettagliate dei muscoli dell’occhio che circondano l’area interessata.

Come si cura la diplopia?

Il trattamento dipende dalla forma di diplopia in corso e dai fattori che l’hanno provocata. Di solito infatti la diplopia è una conseguenza di altre patologie: una volta curate, essa scompare con loro.

Diplopia monoculare

Se il problema è causato dall’astigmatismo, allora le lenti correttive (occhiali o lenti a contatto) possono essere utilizzate per compensare la curvatura anomala della cornea. Anche la chirurgia laser può essere adoperata per correggere l’astigmatismo in modo permanente. Tuttavia, questo servizio non è sempre coperto dal programma di assistenza sanitaria, e potrebbe essere necessario ricorrervi privatamente.

Se il problema è causato dalle cataratte, è necessario effettuare un intervento di chirurgia. La chirurgia della cataratta è molto diffusa e ha un’elevata percentuale di successo, con bassa insorgenza di complicazioni. Il cristallino offuscato dalla patologia viene rimosso e sostituito con lenti intraoculari artificiali.

Diplopia binoculare

Esistono varie soluzioni per trattare la diplopia binoculare, e ognuna di esse varia in base al fattore che l’ha provocata.

  • Lenti correttive: possono essere usate per correggere errori refrattivi come miopia e ipermetropia. Se il difetto si è evoluto in occhio pigro, verrà inoltre incluso l’utilizzo di bende, che costringeranno l’occhio “debole” a vedere e allenarsi, andando a correggere lentamente il problema.
  • Esercizi per gli occhi: sono molto utili per potenziare l’occhio e riallineare la vista e funzionano secondo lo stesso principio delle bende. Gli esercizi includono il mettere a fuoco diversi oggetti in maniera ripetitiva, come ad esempio una matita, in maniera da stancare il muscolo. Il principio è lo stesso che riguarda qualsiasi altro muscolo, dove le ripetute contrazioni e la memoria muscolare causano un miglioramento della capacità.
  •  Lente di Fresnel: è una lente che viene applicata agli occhiali da vista in maniera da permettere alla luce di riflettersi su di essa. Funzionano secondo il principio del prisma e vengono indossate per diversi mesi consecutivi. Possono essere costruite per applicarsi a un occhiale pre-esistente o all’interno di uno preparato per l’occasione.
  • Iniezione di botulino: le tossine del botulino rilassano i muscoli attorno all’occhio, permettendogli di allinearsi nella giusta direzione. Purtroppo questa soluzione può provocare delle complicanze di varia natura, come il peggioramento della diplopia, palpebre cadenti o debolezza muscolare nell’area dell’iniezione.
  • Se gli altri trattamenti falliscono può rendersi necessario un intervento di chirurgia. L’operazione verrà effettuata sui muscoli extraoculari, modificandone la rigidità per bilanciarne l’efficacia. L’operazione viene effettuata in anestesia generale, modificando la posizione dei muscoli, i quali verranno ricuciti in quella corretta con punti di sutura riassorbibili. Esistono varie complicazioni legate a questo intervento, come il peggioramento della condizione o, in casi estremi, danni all’occhio.

L’ultima spiaggia riguarda l’uso di una IOL, una lente intraoculare che viene utilizza anche per il trattamento delle cataratte.