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Capire la blefarite

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La blefarite è una patologia che causa gonfiore e infiammazione al bordo libero delle palpebre. È diffusa soprattutto nelle persone sopra i 40 anni, ma può manifestarsi a qualsiasi età.

Tipologie di blefarite

Esistono due tipologie principali di blefarite:

Blefarite anteriore – Quando la pelle localizzata nel bordo esterno delle palpebre, all’attaccatura delle ciglia, è gonfia e infiammata.

Blefarite posteriore – Infiammazione che colpisce le ghiandole di Meibomio, situate all’interno delle palpebre a contatto col bulbo oculare.

Le cause di entrambe le forme di blefarite sono collegate: pertanto, è possibile soffrire di entrambe le infiammazioni allo stesso tempo.

Segni e sintomi

La blefarite può manifestarsi attraverso una moltitudine di sintomi che variano in base a ciò che l’ha causata:

  • Dolore e irritazione alle palpebre
  • Palpebre appiccicose, che non si aprono facilmente dopo il sonno
  • Ciglia unte o incrostate
  • Sensazione di bruciore e prurito all’interno degli occhi
  • Sensibilità alla luce (fotofobia)
  • Gonfiore ai margini delle palpebre
  • Fastidio nell’indossare lenti a contatto
  • Crescita irregolare delle ciglia
  • Nei casi più gravi, perdita delle ciglia

I sintomi possono accentuarsi al momento del risveglio, la mattina, e generalmente colpiscono entrambi gli occhi.

Esistono inoltre molte patologie legate alla blefarite che possono produrre i seguenti sintomi:

  • Chi soffre di dermatite seborroica (condizione per cui la pelle si squama e diventa oleosa), potrebbe manifestare pelle oleosa e forfora.
  • Chi soffre di rosacea può manifestare macchie e rossore facciale.
  • Chi soffre della sindrome dell’occhio secco può manifestare rossore e gonfiore agli occhi.

Complicazioni della blefarite

La blefarite può causare una serie di complicazioni che, nella maggioranza dei casi, non hanno conseguenze gravi. Alcune di esse possono però compromettere la vista. Risulta dunque molto importante diagnosticare e curare la blefarite prima che il danno divenga permanente.

Sindrome dell’occhio secco

La sindrome dell’occhio secco è una patologia che si manifesta quando l’occhio non produce sufficiente film lacrimale, oppure quello prodotto evapora troppo in fretta. Può causare infiammazione dell’occhio, gonfiore e bruciore. Patologie come rosacea e dermatite seborroica possono, in alcuni casi, causare sindrome dell’occhio secco e blefarite.

Congiuntivite

L’infiammazione della congiuntiva, ovvero di quello strato mucoso esterno che riveste la sclera, è chiamata comunemente congiuntivite. Può manifestarsi come conseguenza di un’invasione batterica della palpebra che si estende poi all’occhio, causando infiammazione. La congiuntivite è una patologia passeggera che tende a risolversi da sola in poche settimane quando non viene trattata. Tuttavia, se sospetti di esserne affetto, è consigliabile che tu ti rivolga all’oculista o al medico di base.

Cisti della palpebra (cisti di Meibomio)

Queste cisti compaiono all’interno della palpebra, provocate dall’infiammazione delle ghiandole di Meibomio. Le ghiandole escretorie di Meibomio sono tra le responsabili della produzione dello strato lipidico del film lacrimale. Queste ghiandole possono infiammarsi a causa della blefarite. Di norma, le cisti della palpebra sono indolore, a meno che non si infettino: in questo caso, il medico provvederà a prescrivere i dovuti antibiotici. Spesso queste cisti tendono a scomparire col tempo, tuttavia un impacco caldo potrebbe ridurre il gonfiore e velocizzare i tempi di guarigione. Quando la cisti non scompare da sola, è possibile rimuoverla attraverso un intervento chirurgico.

Orzaiolo

L’orzaiolo è un rigonfiamento che si verifica quando i follicoli delle ciglia vengono infettati da batteri. In base alla sua gravità, può essere doloroso e secernere pus. Un orzaiolo non grave può essere trattato con un impacco tiepido. I casi più persistenti, invece, devono essere incisi e drenati con un ago chirurgico.

Cheratite

La cheratite si manifesta quando la cornea subisce un danno, e può dare origine a una grave forma di blefarite. La patologia provoca cicatrici corneali o ulcere che possono compromettere la qualità della vista. Tra i sintomi del danno alla cornea ci sono sensibilità alla luce, peggioramento della vista e dolore all’interno dell’occhio. Qualora avvertissi uno di questi sintomi, contatta immediatamente il tuo medico di base o recati al pronto soccorso.

Blefarite: le cause

Le cause di blefarite anteriore e posteriore sono connesse tra loro.

Blefarite anteriore

  • Infezione batteriologica – L’infezione batteriologica, come ad esempio quella da stafilococco, è una delle cause maggiori della blefarite. Molte persone hanno una colonia di stafilococchi che vive sulla loro pelle, ma solo alcuni vengono colpiti da infiammazioni della palpebra.
  • Dermatite seborroica – Si tratta di una patologia della pelle che produce desquamazioni grasse e pruriginose e che, talvolta, causa l’irritazione delle palpebre.
  • Demodex – È un genere di acaro che può vivere sulle palpebre. Queste creature sono causa di blefarite poiché possono danneggiare la palpebra con la loro attività, oppure perché la persona manifesta una reazione sensibile alla loro presenza. Può anche essere causa della blefarite posteriore.

Blefarite posteriore

La blefarite posteriore può manifestarsi a seguito di un problema con le ghiandole di Meibomio. Queste ghiandole sono responsabili della produzione dello strato lipidico del film lacrimale, e sono posizionate sul bordo interno della palpebra. I problemi relativi alle ghiandole di Meibomio possono essere causati da:

  • Dermatite seborroica – Questa patologia può causare una produzione eccessiva di materiale lipidico da parte delle ghiandole di Meibomio.
  • Rosacea – Tra le cause principali dell’ostruzione delle ghiandole c’è la rosacea, una malattia che causa arrossamento sul volto. Circa la metà delle persone affette da rosacea sviluppano anche problemi agli occhi, come per esempio la blefarite.

Come si diagnostica la blefarite?

La blefarite può essere diagnosticata dal proprio medico di base o dall’optometrista a seguito di un’indagine sui sintomi e un’ispezione degli occhi. Nel caso in cui i sintomi dovessero aggravarsi o il corpo non dovesse rispondere positivamente al trattamento, il medico potrebbe consigliare una visita specialistica presso un oftalmologo, il quale svolgerà ulteriori test.

Come curare la blefarite

La blefarite può essere recidiva, con periodi dove l’occhio sembra completamente guarito e non si manifestano i sintomi. Di fatto non esiste una cura specifica, ma un’attenzione particolare all’igiene delle palpebre può aiutare a ridurre i sintomi.

Igiene delle palpebre

Mantenere pulite le palpebre è una pratica fondamentale per tenere sotto controllo la blefarite, anche nei periodi in cui i sintomi non si presentano. Un buon livello di pulizia delle palpebre può infatti scongiurare un nuovo episodio di blefarite.

Puoi mantenere pulite le palpebre eseguendo queste operazioni:

  • Fai un impacco tiepido sulle palpebre per 510 minuti, al fine di sciogliere gli accumuli di sostanze lipidiche contenute all’interno delle ghiandole di Meibomio.
  • Strofina un batuffolo di cotone sulla palpebra chiusa per rimuovere incrostazioni e residui oleosi.
  • Usa una soluzione detergente applicata a un impacco tiepido per pulire a fondo anche i margini dell’occhio. Evita però la parte interna delle palpebre: il contatto può causare rossore e gonfiore.

Si consiglia di pulire le palpebre due volte al giorno nel momento in cui i sintomi sono in fase acuta, mentre una volta al giorno quando la blefarite è in via di guarigione.

Soluzione detergente fai da te

Crea la tua soluzione detergente con una piccola quantità di shampoo delicato per bambini o un cucchiaino di bicarbonato in 500 ml d’acqua in fase di ebollizione. Lascia raffreddare fino a temperatura ambiente prima di utilizzarla. Esistono inoltre moltissime soluzioni detergenti disponibili in commercio, ma dovrai capire qual è la ricetta più adatta al tuo tipo di pelle.

Antibiotici topici

Se la pulizia regolare non aiuta a ridurre i sintomi della blefarite, il medico può prescrivere un ciclo di antibiotici topici della durata di 4-6 settimane. L’antibiotico a uso topico prende solitamente forma di crema, pomata o collirio. Per applicarlo, bisogna usare un batuffolo di cotone o le dita ben pulite per coprire tutta l’area interessata. All’inizio, potresti dover eseguire quest’operazione più volte al giorno, ma con un po’ di pratica sarà possibile effettuare l’applicazione una sola volta.

L’uso di lenti a contatto è sconsigliato quando si utilizzano antibiotici in collirio. Le gocce di medicamento tendono ad accumularsi dietro la lente e irritare l’occhio. Il medico può però decidere di prescrivere colliri senza conservanti per tutti coloro che desiderano indossare comunque lenti a contatto.

Se stai usando più di un collirio nello stesso periodo, lascia passare 5 minuti tra l’applicazione di un prodotto e l’altro.

Antibiotici orali

Quando tutti gli altri trattamenti sono risultati inefficaci o il medico sospetta che la blefarite sia originata da rosacea, vengono generalmente prescritti antibiotici orali. Queste medicine provocano un beneficio immediato, ma il ciclo non deve durare più di 3 mesi. Il paziente dovrebbe sempre terminare le cure antibiotiche che ha cominciato, anche se dopo qualche giorno dovesse risultare completamente guarito.

Tra gli effetti collaterali degli antibiotici orali c’è la fotosensibilità: è dunque consigliabile evitare lunghi cicli di esposizione al sole e altre fonti di luce UV, come lettini e lampade abbronzanti.

Altri effetti collaterali includono vomito e diarrea. Nelle donne, può manifestarsi anche l’infezione da lievito (candidosi). Normalmente, il dosaggio antibiotico è così basso da non originare queste complicanze, che comunque sono rare.

Gli antibiotici orali non vengono generalmente prescritti a donne in gravidanza, durante il periodo dell’allattamento o a bambini al di sotto dei 12 anni, in cui potrebbero causare problemi allo sviluppo.

Cura di malattie collegate alla blefarite

La blefarite viene solitamente diagnosticata insieme ad altre patologie che richiedono attenzione medica. Lo shampoo antiforfora può essere un valido aiuto per combattere dermatite seborroica o forfora, mentre i colliri e lacrime artificiali possono aiutare nel trattamento della sindrome da occhio secco, un’altra delle patologie che spesso si manifesta insieme alla blefarite.