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Capire l'uveite

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L’uveite è un’infiammazione dell’uvea o del tratto uveale, il quale risulta essere gonfio e arrossato. Può colpire entrambi gli occhi e, in base alla classificazione, può avere un decorso lento o molto rapido.

Tipologie di uveite

Esistono tre forme di uveite che si differenziano in base alla porzione di uvea che hanno colpito.

Uveite anteriore

Tre pazienti su quattro colpiti da questa infiammazione sono affetti da uveite anteriore. Essa provoca infiammazione dell’iride (la parte colorata dell’occhio), ovvero irite, oppure dell’iride e del corpo ciliare (la fascia di muscoli dietro l’iride), ovvero iridociclite. L’uveite anteriore provoca dolore e rossore nell’occhio, può manifestarsi all’improvviso e avere delle ricadute.

Uveite intermedia

L’uveite intermedia colpisce la parte retrostante al corpo cigliare e all’umor vitreo, portando infiammazione. Può dare vista offuscata e causare miodesopsie.

Uveite posteriore

L’uveite posteriore è un’infiammazione del retro dell’occhio, della retina e della coroide (lamina del bulbo oculare che supporta la retina) che può provocare problemi alla vista.

Panuveite

Questa forma di uveite colpisce l’intero occhio, fronte e retro.

Sintomi

L’uveite può presentare uno o più dei seguenti sintomi:

  • Mal di testa
  • Rossore
  • Dolore all’occhio – l’occhio è indolenzito, e il dolore è moderato o molto intenso, specialmente quando si cerca di mettere a fuoco.
  • Fotofobia
  • Peggioramento della visione perimetrale
  • Forma irregolare della pupilla, la quale non risponde correttamente agli impulsi luminosi.
  • Miodesopsie (mosche volanti)

I sintomi dell’uveite possono colpire entrambi gli occhi, e il decorso può essere veloce o graduale. Il decorso veloce presenta dolore più inteso e infiammazione, mentre l’uveite cronica può provocare problemi della vista senza però presentare tracce visibili sull’occhio.

 

Complicazioni dell’uveite

L’uveite può provocare complicanze che risulteranno più accentuate nel caso in cui l’infiammazione non venga trattata correttamente. I pazienti sopra i 60 anni e quelli affetti da uveite cronica, intermedia o posteriore hanno più probabilità di sviluppare problemi legati all’infezione.

Anche le terapie a base di steroidi solitamente impiegate per trattare l’uveite possono avere effetti collaterali. A seguire, le complicanze più diffuse dell’uveite:

Glaucoma

L’uveite non trattata può far sì che l’iride emerga fuori dal cristallino, interrompendo il drenaggio dell’umor acqueo dalla pupilla così da innalzare i livelli di pressione intraoculare, portando al glaucoma. Il nervo ottico subisce un danno che può causare problemi alla vista, visione annebbiata o aloni attorno alle fonti di luce.

Il glaucoma può essere trattato con colliri, sebbene i casi più gravi possano richiedere una procedura chirurgica.

Cataratta

L’uveite può portare alla formazione di cataratte quando l’infiammazione colpisce il cristallino. Questo fenomeno provoca inoltre vista offuscata, scarsa visione notturna e riverbero.

Le cataratte vengono curate con una procedura chirurgica che può essere effettuata solo nel momento in cui l’uveite è adeguatamente curata e sotto controllo.

Edema maculare cistoide

Se l’uveite ha colpito la parte posteriore dell’occhio, può verificarsi un gonfiore alla retina chiamato edema maculare cistoide. Il fluido si accumula nella macula e, se il gonfiore persiste, può causare gravi problemi alla visione centrale. Pur essendo un processo indolore, l’edema maculare cistoide può portare alla formazione di macchie nere all’interno della visione centrale.

L’edema maculare cistoide si cura con una terapia a base di corticosteroidi, in compresse o punture, e nella maggior parte dei casi la vista viene recuperata del tutto a seguito del trattamento. Nei casi più gravi, però, la vista non migliora: ecco perché questa patologia è considerata una delle cause più comuni di perdita nella vista nei pazienti affetti da uveite.

Distacco della retina

In rari casi, il gonfiore provocato dall’uveite causa il distacco della retina dai vasi sanguigni che la alimentano. La cura di entrambe le patologie è analoga. Nel caso in cui il distacco della retina sia stato provocato da uveite posteriore causata da infezione virale, potrebbe essere richiesto un intervento chirurgico.

Il distacco della retina può provocare fosfeni e miodesopsie, oltre che un peggioramento ulteriore della vista.

Sinechie posteriori

Le sinechie posteriori si verificano quando il cristallino e l’iride si toccano a causa dell’infiammazione. Questa patologia può manifestarsi quando l’uveite non è trattata correttamente.

Cause dell’uveite

L’insorgenza di uveite è generalmente collegata al sistema immunitario. Sebbene le cause esatte non siano ancora emerse dagli studi scientifici – e dunque si parli spesso di uveite idiopatica – molti esperti ritengono che sia il risultato di un problema del sistema immunitario.

Malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni si verificando quando il sistema immunitario attacca i tessuti sani del corpo. L’uveite può essere causata da diverse malattie autoimmuni:

  • Sarcoidosi – Un’infiammazione che colpisce polmoni, pelle e occhi.
  • Sclerosi multipla – Una malattia che colpisce il sistema nervoso
  • Spondilite anchilosante (SPA) – Una malattia che colpisce la spina dorsale.
  • Artrite reattiva – Infiammazione che colpisce occhi, giunture e i genitali.
  • Sindrome di Behçet – Malattia rara che provoca ulcere alla bocca e ai genitali.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali – Come per esempio il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.
  • Psoriasi – Il sistema immunitario attacca le cellule della pelle.

Infezione

Alcune malattie infettive possono causare l’uveite. Tra esse:

  • Varicella-zoster – La causa di varicella ed herpes zoster.
  • Tubercolosi – Malattia che può provocare uveite.
  • Herpes simplex – Malattia virale che causa vescicole.
  • HIV e sifilide – In rari casi, queste malattie infettive causano uveite.
  • Toxoplasmosi – Causata da carne cruda e terra.
  • Citomegalovirus – Malattia infettiva che può causare uveite nei pazienti con un sistema immunitario soppresso, ma che in genere si manifesta in forma asintomatica.

Altre cause

Tra le altre possibili cause di uveite, sono incluse:

  • Chirurgia oculistica
  • Traumi oculari
  • Alcune forme di cancro

In alcuni casi l’uveite si sviluppa senza un’apparente causa scatenante. In questo caso, si è di fronte a un’uveite idiopatica. Sebbene questa infiammazione non sia di natura genetica e non possa essere ereditata, alcuni geni rendono la sua insorgenza più frequente.

Come si diagnostica l’uveite?

L’uveite può essere diagnosticata da un medico di base o da un oftalmologo. Quest’ultimo si avvarrà di una lampada a fessura (dotata di luce e microscopio), oppure acquisirà scansioni e informazioni sullo stato di salute occhio, servendosi anche di prelievi sanguigni e raggi X.

Il medico otterrà una diagnosi più precisa nel momento in cui riuscirà a identificare i sintomi e che cosa li ha scatenati, così da fornire al paziente una cura più adatta.

Come si cura l’uveite?

Nella maggior parte dei casi, l’uveite può essere curata con i farmaci. I casi più gravi potrebbero però richiedere una procedura chirurgica. La cura di quest’infiammazione dipende solitamente da ciò che l’ha causata.

Steroidi

Molti casi di uveite possono essere trattati con i corticosteroidi, grazie a un farmaco chiamato prednisolone. Questi medicinali inibiscono il funzionamento regolare del sistema immunitario così da ridurre il gonfiore. La tipologia di corticosteroide impiegata nella cura dipende dal tipo di uveite da cui si è affetti.

Collirio

L’uveite anteriore che non è causata da un’infezione viene generalmente trattata con corticosteroidi in collirio. Il dosaggio varia molto, da una volta ogni ora fino a una volta ogni due giorni in base alla gravità dell’uveite. Il dosaggio viene gradualmente diminuito via via che la patologia regredisce.

I corticosteroidi in collirio possono causare vista offuscata: durante la terapia è bene non operare macchinari pesanti o mettersi alla guida di mezzi. In alcuni pazienti il collirio a base di corticosteroidi può causare un aumento della pressione intraoculare. Quando ciò accade, è bene contattare l’oftalmologo, il quale valuterà il da farsi.

Il paziente deve continuare la cura a base di corticosteroidi per tutta la durata del trattamento, anche nel caso in cui tutti i sintomi siano completamente svaniti. Interrompere il ciclo può infatti causare una ricaduta. È dunque bene fermare la cura solo sotto consiglio del medico.

Iniezioni

L’uveite intermedia e posteriore e l’uveite che non risponde a nessun collirio possono essere trattate con iniezioni di corticosteroidi. Da introdurre per via sottocongiuntivale o perioculare, l’iniezione viene solitamente effettuata previa applicazione di un collirio anestetico.

Potrebbe rivelarsi necessaria una sola iniezione anche nel caso in cui i sintomi siano molto gravi. Le iniezioni di corticosteroidi presentano effetti collaterali rari, ma potrebbero aumentare la pressione intraoculare. Nel caso in cui dovesse verificarsi è bene contattare immediatamente il medico.

Corticosteroidi orali

I corticosteroidi orali in compresse o capsule rappresentano il metodo di assunzione più efficace dei corticosteroidi. Vengono solitamente impiegati per il trattamento di uveite posteriore, o nel caso in cui le altre somministrazioni di corticosteroidi non abbiano sortito i risultati sperati. I corticosteroidi orali presentano una serie di controindicazioni e vengono solitamente prescritti solo nel caso in cui vi sia il rischio concreto di danni permanenti.

Il medico di base o l’oftalmologo ridurranno gradualmente il dosaggio nel momento in cui sarà opportuno interrompere la cura, evitando di bloccare improvvisamente la somministrazione.

Colliri midriatici

Proprio come i farmaci a base di steroidi, anche i colliri midriatici possono essere impiegati nel trattamento dell’uveite anteriore. Essi operano dilatando la pupilla e facendo rilassare i muscoli dell’occhio, riducendo così il dolore. Possono inoltre ridurre il rischio di insorgenza di glaucoma impedendo a iride e cristallino di aderire.

I colliri midriatici possono causare vista offuscata e problemi di messa a fuoco.

Curare l’infezione

Se l’uveite è la conseguenza di una malattia infettiva, è bene trattare l’infezione prima di procedere a curare l’infiammazione. I farmaci opportuni vengono somministrati parallelamente a steroidi e colliri. Infezioni fungine o virali possono richiedere medicazioni specifiche antivirali o antimicotiche, mentre per le infezioni batteriche è necessario un ciclo antibiotico.

Immunosoppressori

Se corticosteroidi, colliri e altri trattamenti non hanno dato i risultati attesi, il medico può decidere di prescrivere degli immunosoppressori. Gli immunosoppressori regolano il sistema immunitario e gli impediscono di causare infiammazione.

Possono essere usati per ridurre il dosaggio degli steroidi, ma presentano i seguenti effetti collaterali:

  • Innalzamento della pressione
  • Nausea e vomito
  • Formicolio o insensibilità agli arti
  • Riduzione dell’appetito
  • Rash cutanei
  • Caduta dei capelli
  • Mal di testa

Gli immunosoppressori rendono inoltre più vulnerabili alle infezioni e dovrebbero essere evitati nel caso in cui il paziente viva a contatto con persone che hanno contratto malattie infettive.

Chirurgia

Se l’uveite è grave e recidiva, o è causata da determinate malattie infettive, potrebbe essere richiesta una procedura chirurgica. Essa prevede una vitrectomia, dove l’umor vitreo dell’occhio viene aspirato fuori e sostituito temporaneamente da liquido o gas mentre il corpo lavora per sostituirlo con una sostanza naturale, ma leggermente diversa, chiamata umor acqueo.

La vitrectomia, come tutte le procedure chirurgiche, comporta alcuni rischi per la salute, come interventi secondari o la formazione di cataratte.

Cura personale

Il paziente affetto da uveite può trovare sollievo così:

  • Assunzione di antidolorifici come ibuprofene per ridurre il dolore.
  • Indossare occhiali che riducono la sensibilità alla luce

Impacchi tiepidi per ridurre l’infiammazione.