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Capire il distacco della retina

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La descrizione qui di seguito esposta del disturbo in esame ha il solo scopo di fornire un quadro meramente informativo per il lettore e non è sufficiente né in alcun modo idoneo a sostituire un’adeguata consultazione medica specialistica. Si consiglia al lettore, quindi, di consultare sempre il proprio medico curante e di sottoporsi a una completa visita medica specialistica, sia per la diagnosi del disturbo, sia per ricevere le più idonee e rilevanti indicazioni terapeutiche a trattare e curare la singola casistica.

Che cos'è il distacco della retina

In condizioni normali la retina è aderente alla superficie interna dell’occhio (per consultare la scheda informativa sulla retina dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità - IAPB Italia Onlus clicca qui). Se presenta una rottura o un foro può distaccarsi e accartocciarsi, in maniera simile a una carta da parati che si stacca da una parete. In tal caso la retina non è più in grado di offrire al cervello un’immagine adeguata e la visione diviene offuscata e ridotta. Il distacco di retina si verifica più di frequente in soggetti di età media con miopia medio-elevata cioè superiore alle tre diottrie. È, comunque, abbastanza raro: si verifica all’incirca in una persona su diecimila. Avviene in occhi di soggetti che presentano degenerazioni retiniche periferiche (dette regmatogene).

Sintomi

Il distacco della retina può verificarsi molto velocemente, ma in genere alcuni sintomi ne danno l’allarme. Per evitare il rischio di complicazioni più serie, è importantissimo non ignorare i cambiamenti che si verificano negli occhi.

Esami oculistici frequenti e l’attenzione per i sintomi possono aiutare il paziente a evitare i danni maggiori del distacco della retina.

  • Mosche volanti (miodesopsie) – Frammenti di polvere o corpuscoli che proiettano un’ombra sulla retina: così il cervello interpreta questi piccole particelle o filamenti. Si tratta di un sintomo molto diffuso e che colpisce moltissime persone. Di regola, le mosche volanti non dovrebbero suscitare preoccupazioni, specialmente se il problema persiste da molto tempo. Il paziente che nota un incremento significativo di miodesopsie dovrebbe però rivolgersi immediatamente a un oculista
  • Flash luminosi (fosfeni) – Improvvisi e intensi lampi di luce che appaiono lungo la visione perimetrale possono rappresentare un segnale di distacco della retina. Questi flash compaiono quando qualcosa (che non è luce) entra nell’occhio e stimola la retina. I fosfeni non sono sempre segnale di danno permanente, ma qualora dovessero manifestarsi in congiunzione con altri sintomi è opportuno che vengano considerati con molta serietà
  • Offuscamento della vista – Se il paziente manifesta episodi di offuscamento della vista o distorsioni delle immagini in concomitanza con i sintomi summenzionati, deve rivolgersi quanto prima al suo medico di base o allo specialista
  • Ombre/Peggioramento della vista – Il paziente affetto da distacco della retina che vede peggiorare le sue condizioni noterà ombre nere che irradiano dalla visione perimetrale verso quella centrale. Questo sintomo può portare, potenzialmente, alla perdita totale della vista. È dunque opportuno richiedere supporto medico immediato.

Che cosa causa il distacco della retina?

Il distacco della retina si verifica, in genere, quando la retina comincia a sviluppare dei piccoli fori che consentono l’uscita del fluido vitreo (la sostanza trasparente che riempie lo spazio tra cristallino e retina), il quale fuoriesce. La pressione di questo fluido spinge via la retina, staccandola dal tessuto oculare e separandola dai vasi sanguigni che la alimentano. Senza il nutrimento fornito dal sangue, le cellule muoiono e la vista del paziente comincia a peggiorare.

La ragione dietro la formazione di questi fori è tipicamente associata all’età – il Distacco Vitreo Posteriore è il processo secondo cui il gel si stacca dalla retina, e si verifica in genere nei pazienti sopra ai 65 anni di età. Nei casi più gravi può portare al distacco della retina, sebbene di regola non provochi danni. Questa patologia si manifesta, in genere, a seguito di un assottigliamento della retina o nei casi di grave miopia. In alcuni rari casi la retina si distacca a seguito di una ferita all’occhio, o come risultato di un colpo o un trauma durante lo sport.

Tra le cause meno comuni vi è inoltre la retinopatia diabetica, dove il tessuto cicatriziale si forma sulla superficie della retina distaccandola dal tessuto sottostante.

Il distacco può inoltre avvenire senza che prima si siano presentati fori sulla retina, ma in seguito a gonfiore o crescita di tessuti che applicano una pressione analoga a quella del fluido che fuoriesce.

Come funziona l’occhio: le basi

Il corretto funzionamento dell’occhio è opera di quattro elementi principali:

  • La cornea e il cristallino, posizionati nella parte frontale dell’occhio, concentrano la luce che arriva dall’esterno, permettendo alla retina di formare le giuste immagini.
  • La retina è uno strato di tessuto sensibile a luce e colore che si trova sul fondo dell’occhio. Il suo compito è quello di convertire gli impulsi in segnali elettrici.
  • Il nervo ottico trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello, così che quest’ultimo li interpreti. Ciò rende possibile la comprensione delle informazioni su luci e colori ricevute dall’occhio.

Come funziona l’occhio: la retina

La retina è una membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell’occhio. Essa opera convertendo i raggi luminosi in impulsi elettrici che vengono indirizzati al cervello tramite il nervo ottico.

Le cellule fotorecettore collocate sulla retina sono incaricate di discernere i vari colori, le sfumature e le ombre. Al centro della retina c’è la fovea, una piccola depressione popolata dai coni (un tipo di fotorecettore) responsabile dei processi che permettono una visione dettagliata di ciò che circonda la persona, permettendole di guidare o leggere.

Come si diagnostica il distacco della retina?

Prima di tutto, il dottore interpellerà il paziente circa i sintomi che ha riscontrato, cercando di identificare possibili segni concreti di distacco della retina. Considerando la pericolosità della patologia, il medico condurrà poi tutti gli esami necessari a diagnosticarla entro le successive 24 ore. Esistono due test che possono confermare la diagnosi di distacco della retina: l’oftalmoscopia e l’ultrasonografia.

Un’oftalmoscopia prevede l’uso di uno strumento dotato di una luce intensa e una lente che permette di vedere l’interno dell’occhio in maniera molto dettagliata. Questo consente al medico di verificare la presenza di strappi, tagli, fori o altri difetti della retina e formulare una diagnosi coerente.

Il medico sarà inoltre in grado di determinare la tipologia di distacco che si sta verificando, dal più comune provocato dai fori che causano la fuoriuscita del liquido aumentando la pressione dietro la retina, al distacco secondario, causato da infiammazioni o traumi.

Il distacco della retina si verifica, in genere, in un occhio soltanto, ma le probabilità che si sviluppi anche nel secondo risultano leggermente più alte.

Come si cura il distacco della retina?

Il trattamento per riparare la retina che ha subito un distacco richiede, in ogni caso, un’operazione chirurgica senza la quale l’occhio risulterebbe certamente danneggiato.

Esistono diverse tipologie di procedura chirurgica di cui il medico può avvalersi per far fronte a un distacco in base ai fattori scatenanti e altre complicazioni, come ad esempio altre condizioni oculistiche sottostanti. Prima dell’intervento, il medico somministrerà un’anestesia locale o generale in base alla situazione.

Tipi di procedure chirurgiche:

  • Vitrectomia – La procedura più diffusa in caso di distacco della retina. Il corpo vitreo viene rimosso dall’interno dell’occhio e viene sostituito da sostanze sostitutive come olio di silicone o gas, il quale verrà iniettato per tenere ferma la retina al suo posto. Sarà necessario mantenere la testa ferma in una specifica posizione per un certo periodo di tempo a seguito dell’operazione, così che il fluido sostituto si fissi nel modo giusto. Se il dottore dovesse usare l’olio di silicone, questo dovrà poi essere rimosso in un secondo momento: il gas, invece, tende a svanire da solo.
  • Retinopessia pneumatica – Se il distacco non è grave e non manifesta complicazioni conclamate, il chirurgo inietta un gas all’interno dell’occhio per spingere la retina al suo posto. Per mantenerla nella corretta posizione in via permanente, il chirurgo sfrutterà tecniche di chirurgia laser o crioterapia. Sarà comunque necessario un periodo di tempo in cui la testa dovrà rimanere ferma immobile. La retinopessia ha meno chance di successo delle altre tecniche chirurgiche qui elencate, e dunque viene utilizzata con meno frequenza.
  • Cerchiaggio sclerale – Bandellette flessibili in silicone vengono collocate all’esterno dell’occhio in maniera che la pressione risultante prema sul fondo dell’occhio. Questa procedura aiuta la retina a tornare alla sua posizione originale e viene di solito accompagnata da sedute laser o crioterapiche per rendere permanenti i risultati. Queste bandellette non vengono poi rimosse, ma risultano invisibili a occhio nudo.

Potenziali complicazioni

Come per ogni intervento chirurgico, le procedure sopra citate possono portare a complicanze come:

  • Gonfiore all’interno dell’occhio
  • Diplopia
  • Ematomi
  • Peggioramento del distacco
  • In rari casi, reazioni allergiche ai medicamenti
  • Cataratta

Prognosi del distacco retinale

Di solito viene fatto in anestesia generale e nell’80-90% dei casi è sufficiente una sola operazione. Dopo non si prova dolore, ma l’occhio può risultare infiammato, Il quadro visivo dipende dall’entità del distacco di retina e dalla sua durata. L’ombra causata dal distacco scomparirà in tutti i casi in cui la retina è stata riposizionata. Nei casi in cui il distacco coinvolga la regione maculare (l’area della visione centrale) il recupero visivo sarà incompleto. Tanto maggiore è la durata del distacco, tanto minore è la possibilità di recupero visivo. Può comunque, anche in questo caso, rimanere un certo grado di visione periferica. Persone che non si sottopongono all’intervento (o se quest’ultimo risulta inefficace) possono perdere la vista del tutto o in parte. la pressione oculare alterata e, quindi, può essere necessario un ricovero di alcuni giorni.